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Vaccinazioni anticovid- ma non doveva essere tutto sotto controllo?

Serena Bontempelli

SPI/FNP/UILP SU CAMPAGNA VACCINALE ANTI COVID-19:

“MA NON DOVEVA ESSERE TUTTO SOTTO CONTROLLO?

LA CAPACITA’ ORGANIZZATIVA SI MISURA SUL TERRITORIO”

Il sindacato unitario dei pensionati della Lombardia non può fare altro che prendere atto di una situazione molto confusa e preoccupante determinata da dichiarazioni parziali e a volte contraddittorie, ma soprattutto da poca chiarezza e trasparenza in merito alle modifiche ormai quotidiane di quel piano vaccinale “ad effetti speciali” presentato l’11 febbraio che oggi sembra ormai totalmente disatteso. E purtroppo, è bastato aprire ai target di popolazione che stanno proprio sul territorio, per piombare nuovamente nel caos.

Dai nostri territori ci arrivano in continuazione chiamate di attivisti che si trovano a dover dare risposte ad anziani che chiedono quando avranno il vaccino, o alle legittime lamentele di chi ha ricevuto quel messaggio a dir poco imbarazzante sul ritardo nella somministrazione del vaccino. Ci sono anziani che vengono avvisati con un SMS la sera molto tardi di presentarsi mattina successiva e che spesso, hanno bisogno di essere accompagnati al centro vaccinale e quindi sono in difficoltà.

E poi non è chiaro cosa sta succedendo in merito alla campagna di vaccinazione relativa alla “fase 1”, che dovrebbe ormai essere conclusa, mentre alcune strutture sociosanitarie ci dicono che le consegne di vaccini sono state sospese temporaneamente.

Per non parlare poi della situazione particolarmente critica in alcune province della Regione, dove, ancora una volta, a distanza di un anno dalla prima ondata, tutto è scaricato sul sistema di emergenza/urgenza. Le chiamate al 118 sono aumentate di circa il 50% nelle ultime settimane e gran parte di queste provengono da persone con sintomi non gravi che non trovando assistenza dai medici o dalla guardia medica, vengono portati nei Pronto Soccorso esponendosi a rischio contagio e aggravando ancora di più il carico di lavoro già insostenibile degli ospedali. Ci chiediamo dove sono le famose USCA e cosa stanno facendo, visto e considerato che è sempre così difficile avere informazioni chiare e dati certi.

In questi giorni la Regione pare incarichi anche la sanità privata a somministrare l’anti COVID-19, non si tratta di essere contrari per partito preso, ma ci chiediamo a quali costi? Nell’ultima delibera si dice che ai privati che vaccineranno verranno destinate risorse aggiuntive affinché non venga ridotta l’attività ambulatoriale contrattualizzata. Possibile che la prima preoccupazione della giunta regionale sia garantire l’attivo di bilancio delle aziende private prima ancora di garantire la vaccinazione alle persone fragili e a tutte le altre. È il solito gioco delle parti, la Regione è sempre in ritardo, sembra quasi voluto e perde tempo a incolpare il governo per poi affidarsi ai privati garantendo loro lauti guadagni” afferma Valerio Zanolla, Segretario Generale SPI Lombardia.

La mia opinione è che regni ovunque una grande confusione, con la perdita di vista dell’obiettivo primario: vaccinare tutta la popolazione, al più presto, a partire dai più fragili. Non possiamo sottacere responsabilità istituzionali, a partire dall’Unione Europea, che probabilmente ha lesinato sul costo dei vaccini,  seguita dai ritardi nell’organizzazione nazionale da parte dell’ex Commissario, fino alle situazioni regionali, e della Lombardia in particolare, che cercano di rincorrere le situazioni anziché prevenirle,  con scarsi risultati” – aggiunge Serena Bontempelli Segretaria Generale della UILP Lombardia – “Sono convinta che dalla Regione martire del COVID debba partire un appello affinché cresca l’approvvigionamento delle dosi e si acceleri sull’approvazione dei vaccini “sospesi”,  e se è necessario mettere in campo i privati o l’esercito, credo sia da valutare laicamente, a fronte però di risultati ed obiettivi certi!”

La campagna vaccini va a rilento, in Lombardia manca ancora una strategia complessiva e il personale è insufficiente. Sono 726 mila over 80 censiti in Lombardia. In dieci giorni, dal 18 al 28 febbraio (sabato e domenica compresi) sono stati vaccinati 61.615 over 80, quindi 6.161 over 80 vaccinati al giorno” insiste Emilio Didonè Segretario Generale dei Pensionati CISL Lombardia. “Di questo passo quanti giorni occorrono per vaccinare tutti i 726mila over80? Inoltre, non tutti i cittadini sono uguali. Le vaccinazioni anti COVID-19 over 80 non seguono ordine di età: chi è più fortunato si vaccina prima, senza seguire alcun criterio. Dopo le precedenti fallimentari gestioni, dai nuovi arrivati ci aspettavamo qualcosa di meglio!”.

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