

al Ministro della Salute Orazio Schillaci
al Viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Maria Teresa Bellucci
al Presidente Conferenza delle Regioni e P.A. Massimiliano Fedriga
Oggetto: richiesta incontro compartecipazione spese (rette) persone non autosufficienti
Recenti sentenze/ordinanze della Corte di Cassazione, confermando precedenti pronunciamenti in casi analoghi, hanno respinto il ricorso di strutture residenziali, che reclamavano il pagamento della retta per la quota di prestazioni socio-assistenziali a carico di persone ricoverate affette da morbo di Alzheimer. La Corte ha
stabilito che l’intera retta è invece a carico del Servizio Sanitario Nazionale. In estrema sintesi questa la motivazione: “Si tratta in tali casi di prestazioni di natura sanitaria che non possono essere eseguite se non congiuntamente alle attività di natura socio-assistenziale”.
La rilevanza, anche in termini di giurisprudenza, delle sentenze/ordinanze ha La rilevanza, anche in termini di giurisprudenza, delle sentenze/ordinanze ha allarmato le organizzazioni di rappresentanza delle strutture residenziali e di conseguenza alcune regioni, che temono il moltiplicarsi di contenziosi e quindi maggiori oneri a carico del SSN senza un corrispondente incremento del Fondo sanitario da parte dello Stato. Peraltro la giurisprudenza non basta, Regioni, Stato e Comuni hanno la responsabilità di dare certezze e continuità di cura alle famiglie e alle strutture.
Le sentenze/ordinanze intervengono in una situazione a dir poco complessa, che vede la continua crescita di persone in condizioni di grave non autosufficienza dovuta a patologie (come il morbo di Alzheimer ma non solo) che necessitano di prestazioni della fattispecie descritta dalle sentenze/ordinanze della Corte. Persone e loro
familiari che sono spesso costrette ad affrontare oneri di compartecipazione al costo della retta insostenibili.
Sapendo che la situazione non riguarda solo le persone ricoverate in strutture residenziali ma, e in misura numericamente più rilevante, i malati che vengono assistiti e curati a casa.
Quanto sta accadendo conferma, da una parte l’urgenza di attuare con risorse adeguate la Riforma della Non Autosufficienza (nello specifico la legge 33/2023 e il D.Lgs attuativo 29/2024) come abbiamo più volte evidenziato, dall’altra la necessità di trovare una soluzione che assicuri l’uniformità dei livelli essenziali di
assistenza rivolti a tutti i cittadini coinvolti in questa situazione.
Per affrontare la situazione descritta, siamo a chiedere un incontro.
In attesa di un cortese riscontro, distinti saluti.
I SEGRETARI GENERALI CGIL SPI; CISL FNP; UIL UILP