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RSA

La Segreteria Nazionale UILP attraverso Francesca Salvatore, ci ha inviato la comunicazione che segue relativa al Report sulle RSA pubblicato da ISTAT con i dati al gennaio 23. Interessante e stimolante per l’impegno che mettiamo nell’intervenire su queste realtà e per l’urgenza del tema che si collega in modo drammatico con la crescita della popolazione over 65.

L’ISTAT lo scorso 6 febbraio ha pubblicato il Report sulle strutture residenziali socioassistenziali e socio-sanitarie con dati aggiornati al 1° gennaio 2023, con i dati relativi a ciascuna Regione. ( per avere le tabelle ISTAT scriveteci a lombardia@uilpensionati.it)
Al 1° gennaio 2023 i presidi residenziali attivi nel nostro Paese sono 12.363. L’offerta è di circa 408mila posti letto, sette ogni 1.000 persone residenti.
Gli ospiti ammontano a 362.850, dei quali circa tre quarti sono anziani. Infatti sono poco meno di 274 mila gli anziani over 65 e oltre, ospiti delle strutture residenziali; 19 per 1.000 anziani residenti; di questi solo un quinto è in condizione di autosufficienza, mentre si contano poco meno di 223mila anziani non autosufficienti.
La componente femminile prevale nettamente su quella maschile in quanto su quattro ospiti anziani, quasi tre sono donne.
Tra gli anziani ospitati nelle strutture residenziali il 77% ha superato la soglia degli 80 anni di età, quota che sale al 78% per i non autosufficienti con circa 174 mila anziani ultraottantenni. Il tasso di ricovero di questa popolazione è pari a 67 ospiti per 1.000 residenti, oltre 15 volte superiore a quello registrato per gli anziani con meno di 75 anni di età, per i quali il tasso si riduce a 4,4 ricoverati per 1.000 residenti.
A livello territoriale l’offerta è maggiore nel Nord-est, con 10 posti letto ogni 1.000 residenti, nel Sud del Paese scende a tre posti letto ogni 1.000 residenti.
L’offerta residenziale socioassistenziale e socio-sanitaria sul territorio è molto differenziata rispetto alle categorie di utenti assistiti. Nelle regioni del Nord prevalgono i servizi rivolti agli anziani non autosufficienti (71,3% nel Nord ovest e 74,5% nel Nord est), il doppio rispetto al Mezzogiorno..
Al Sud si trova una percentuale più alta di posti letto dedicati agli anziani autosufficienti, alle persone con disabilità e agli immigrati.
Il personale impiegato nelle strutture ammonta a quasi 337 mila lavoratrice e lavoratori, ai quali va sommata una componente di quasi 33 mila volontari e poco più di 3.700 operatori del servizio civile.

Il tema della residenzialità va affrontato all’interno della Legge di riordino dei servizi per le persone anziane (Legge 33/2023), ponendo l’urgenza di una riforma complessiva del sistema residenziale favorendo la permanenza delle persone anziane nelle proprie case o comunque nel proprio contesto sociale, assistendole in modo adeguato e, quindi, ridurre al massimo l’istituzionalizzazione.
Vi è la necessità di sperimentare forme di residenzialità alternative, adeguare e innovare a nuovi standard le strutture di lungodegenza per le persone non autosufficienti (strutture più piccole e con meno ospiti, cohousing, appartamenti solidali ecc.), unitamente ai finanziamenti per progettare case intelligenti investendo sulla domotica, robotica e protesica.
Servono linee guida nazionali per superare gli attuali standard, che vedono o strutture troppo grandi o microstrutture che sfuggono ai controlli, con spazi angusti, personale sottopagato e non formato adeguatamente.
Infine rimane il tema della partecipazione e dei controlli che devono vedere coinvolti sostanzialmente i vari attori sociali con l’istituzione di “Comitati di vigilanza” in ogni ASL.

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