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Cani da assistenza: novità sì… belle non troppo

Novità, riguardanti le persone con specifiche disabilità, inserite nella Legge di Bilancio, già approvata lo scorso 28 dicembre e pubblicata
in Gazzetta Ufficiale (Legge 30 dicembre 2024, n. 207); nello specifico ci riferiamo a 6 commi che  hanno posto le premesse per una successiva regolamentazione dell’ambito dei cani da assistenza.
Finora la disciplina di riferimento era la Legge 37/1974, pur integrata negli anni con successive modificazioni (legge 376/1988 e legge 60/2006), che ribadisce, per i cani al servizio dei privi della vista, il diritto di accesso a titolo gratuito nei mezzi pubblici e nei pubblici esercizi.
Negli anni sono emerse alcune criticità normative: l’assenza di una regolazione e conseguente riconoscimento dei percorsi di specifico addestramento degli animali; la mancanza di una attestazione del percorso seguito con valore univoco, il disconoscimento del fatto che l’animale da assistenza possa essere utile, se adeguatamente addestrato, anche per compromissioni differenti da quella visiva.
Il primo passaggio presente nella Legge è l’equiparazione del trattamento riservato dalla legge 37/1974 ai cani per i ciechi, anche ai cani destinati all’assistenza di persone con altre compromissioni fisiche, mentali, intellettive o sensoriali o da specifiche patologie (si pensi ad esempio al diabete o all’epilessia).
Gli stessi diritti valgono anche per chi sta addestrando un cane da assistenza.
La condizione è comunque il possesso di un tesserino identificativo dell’animale quale cane da assistenza.
Ed è proprio attorno al rilascio del tesserino che si articola la strutturazione del nuovo impianto che sarà dettagliato da un successivo decreto del Ministro della salute e del Ministro per le disabilità, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. Il decreto dovrà indicare le compromissioni e le patologie per le quali i cani di assistenza possono essere addestrati e tesserati per supportare le persone includendo tra esse le compromissioni della vista e dell’udito, le disabilità motorie, il diabete, l’epilessia e i disturbi del neurosviluppo, e indicando gli eventuali criteri di esclusione. Lo stesso decreto dovrà declinare i percorsi di addestramento dei cani di assistenza e le misure per garantirne la salute e il benessere e le caratteristiche del tesserino identificativo dei cani di assistenza, fissare le procedure per il riconoscimento dei soggetti abilitati alla formazione dei cani di assistenza e le modalità di istituzione di un registro dei medesimi soggetti (scuole, centri, singoli professionisti), nonché i requisiti che gli stessi sono tenuti a rispettare.
Il decreto dovrà essere emanato entro sei mesi dall’entrata in vigore della Legge di Bilancio (giugno 2025).
Nella nuova legge di bilancio viene previsto anche un innalzamento della detrazione forfettaria per il mantenimento dei cani guida per i ciechi. Si passa dai 1.000 euro attuali a 1.100 euro.
Rimane il vulnus storico: la spesa può essere detratta solo dal contribuente cieco e non già dal
familiare che ce l’abbia eventualmente a carico fiscale.
Va poi ricordato che lo Stato contiene questa detrazione entro un limite prestabilito: attualmente è fissato in 290.000 euro annui a decorrere dal 2021. Quando la somma delle detrazioni richieste nel Paese supera quella cifra, vengono ridotte.
La Legge di Bilancio rivede però anche questo limite: per il 2026 prevede infatti un montante pari a 390.000 euro. Ma a decorrere dal 2027 la cifra massima viene abbassata a 220.000 euro annui. Cioè 70.000 euro in meno di quelli attualmente previsti.

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