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Sono un anziano non sono un idiota! in Spagna una petizione contro l’emarginazione degli anziani

Sono anziano non sono un idiota: è la petizione online che in Spagna vuole combattere l’emarginazione degli anziani.

Al Congresso Nazionale della UIL tenutosi a Bologna il 13,14 e 15 ottobre Fulvio Furlan, il Segretario Generale della UILCA, la categoria che rappresenta i lavoratori del Credito, delle Assicurazioni e delle Esattorie, ha riaffermato come la chiusura degli sportelli bancari, danneggi soprattutto la popolazione anziana.  Riduzioni di orario di apertura, sparizione di filiali, rendono obbligatorio l’utilizzo del servizio bancario solo on line ed ovviamente sono accessibili ad una parte limitata della popolazione. Va sottolineato anche che questa situazione rende difficile agire in modo autonomo senza coinvolgere parenti, amici o conoscenti, che quando si tratta di quattrini può creare tensione.

In Spagna la protesta arriva direttamente da un intraprendente medico in pensione che al grido di «Sono anziano, non sono un idiota» ha lanciato una petizione on line in cui Carlos San Juan, così si chiama, chiedeva a enti e istituzioni una maggior attenzione verso gli anziani. La sua tesi è semplice, anche in questi tempi digitali tutti devono essere tutelati: grande clamore, partecipazione a programmi Tv e interviste sui giornali ed infine invito al ministero dell’Economia dove le banche spagnole (In Italia si tratterebbe di ABI) hanno firmato un documento in cui si impegnano a offrire servizi migliori ai senior. Si parla di estendere l’orario di apertura delle filiali, dargli priorità di accesso agli sportelli e semplificare l’interfaccia di app e sito web.

Perché no in Italia? Come riporta l’Istat, in Italia gli over 65 sono quasi 14 milioni, ovvero il 22% della popolazione, ma in 25 anni si raggiungerà il 33%. Sono circa 1,2 milioni gli over 65 che si definiscono isolati e privi di amicizie e di reti al di fuori della famiglia. Persone che, con l’avanzare del digitale, si sentono escluse. Poi ci sono i 2,3 milioni di italiani che ad oggi sono ancora senza internet: secondo il Censis sono soprattutto anziani (oltre a persone dalla «forte precarietà socioeconomica: spesso combinano la mancanza di risorse materiali con la carenza di cultura e di abilità digitali»).

Download del Green Pass dal Io, Spid necessario per accedere a molti servizi, Immuni per il tracciamento del virus, prenotazione del vaccino via web, le banche online, i servizi di streaming, la richiesta dei vari bonus governativi (spesso legati a Spid) ed anche delivery dei tanti ristoranti che non effettuano più consegne dirette e si affidano solo alle app.

Per il momento da noi ci si arrangia con figli, nipoti, vicini di casa, amici o con meritorie iniziative di formazione a cura del Comune o di Associazioni e Sindacati, ma anche con le iniziative dei singoli commercianti

Solo per lo Spid qualcosa è stato fatto. A inizio anno, solo il 5% degli over 65 aveva richiesto l’identità digitale ormai necessaria per accedere a tutti i servizi della Pubblica amministrazione (Inps inclusa) e quindi è consentito ora che i cittadini ,che non riescono a usare in autonomia i servizi online, possano delegare una persona di fiducia. La richiesta può essere effettuata dal delegante presentando a una qualsiasi struttura territoriale dell’Inps apposito modulo e copia del documento di riconoscimento. Per prenotare un appuntamento invece ci sono tre opzioni: si può chiamare il Contact center ai numeri 803164 (da rete fissa) o 06164164 (da rete mobile); utilizzare il portale Inps (Andando in «Contatti» e poi «Le sedi Inps») o usare l’app Inps Mobile.

Nel piano «Strategia Italia 2025» del 2020, il Ministero per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale aveva previsto un programma dedicato proprio ai senior che sono fuori dal digitale o rischiano di esserlo a breve perché la tecnologia corre più veloce di loro: si trattava di dare agli anziani che vivono in comuni a più alto rischio di digital divide, un tablet personalizzato con una serie di app per  fare la spesa e ordinare farmaci, effettuare chiamate di soccorso e comunicare con i loro famigliari. I tablet, si legge, «saranno donati da imprese Ict, nuovi o ricondizionati» e un esercito di volontari (grazie anche alla creazione del servizio civile digitale) li educheranno all’utilizzo del tablet e delle app”

Sennò faremo come il medico spagnolo che attraverso la sua petizione on line, ha ricevuto un’attenzione insperata forse perché anche malato di Parkinson, forse perché ha toccato il mondo ovattato delle banche o forse perché in Spagna sono più attenti a noi over.

 

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