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8 Marzo 2021: ogni commento è inutile

8 marzo 2021: ogni commento è inutile

 Fra i drammi del covid ci sono i dati che riguardano l’occupazione femminile, l’impoverimento delle donne di tutte le età, la maggior fatica (non solo la covid fatigue) e anche il maggior numero di vittime dei contagi al lavoro. Basta così…o no?  

Insieme ai dati pubblicati da INAIL, un breve commento di Ivana Veronese Segretaria Confederale UIL

Il 70% dei contagiati dal virus sui luoghi di lavoro sono donne” è quanto emerge dal nuovo Dossier 2021 dell’Inail online a pochi giorni dall’8 marzo, giornata internazionale della donna.
Assolutamente in controtendenza sul complesso degli infortuni sul lavoro, in cui i casi femminili si attestano al 36%, le lavoratrici sono quindi le più colpite dai contagi professionali da Covid-19.

In base alle denunce pervenute alla data del 31 gennaio del 2021, l’età media delle contagiate è di 46 anni e l’età media delle donne decedute è di 56 anni.

Tra le categorie più colpite le infermiere, le fisioterapiste, le operatrici sociosanitarie, le lavoratrici per i servizi personali e assimilati, i medici e le lavoratrici non qualificate nei servizi di istruzione e sanitari.

Gli infortuni al femminile aumentano: tra il 2015 e il 2019, a fronte di un aumento dell’occupazione del 1,1%, gli infortuni delle lavoratrici hanno registrato un inquietante + 1,8%.

Crescono gli infortuni al femminile soprattutto tra le ultrasessantenni con un incremento del +14,8% nella classe specifica tra i 65 e 69 anni.

Più della metà degli infortuni al femminile sono concentrati al nord Italia (60,2%), segue il centro (20,6%) e quindi il mezzogiorno (19,2%).

Le donne lavoratrici, sempre in prima linea dunque: anche alla luce di questi numeri che forse non ci sorprendono neanche più di tanto, ormai.

Siamo abituate ed abituati al preconcetto di “sacrificio” per le donne ma la Uil, ritiene doveroso porre e perché no, richiedere e pretendere da chi ci Governa, da chi amministra le aziende, siano esse pubbliche o private, più attenzione alla Salute e alla Sicurezza sul lavoro. Le donne in particolare poi, non debbono e non possono scontare, come si evince da questi dati dedotti dall’analisi condotta dalla Consulenza statistico attuariale dell’Inail, la scarsa vigilanza nell’applicazione dei protocolli contro la diffusione del virus e l’insufficienza nella valutazione dei rischi psico sociali sempre più in agguato in questo periodo così complicato per il mondo del lavoro.

 

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