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La Paura fa 90! e sono 89 le donne vittime di femminicidio nel 2020

La paura fa 90! e sono 89 le donne vittime di femminicidio nel 2020

Ha aperto così i lavori della riunione della Piazza delle Donne UIL, la nostra segreteria Confederale Ivana Veronese.

Brutti dati e brutte prospettive se pensiamo che con le convivenze obbligate dalla pandemia, le vittime tendono ad aumentare.

Non è vero che ci uccidono perché ci amano, come dicono gli assassini quando vengono interrogati dai magistrati (cfr “L’ho uccisa perché l’amavo” di L. Lipperini e M. Murgia- edizioni Idola-Laterza) e bisogna cominciare proprio dai media a correggere questo modo di comunicare.

Le ospiti della Piazza delle Donne della UIL, Valeria Valente (senatrice PD e presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sui femminicidi e le altre forme di violenza) e la nostra Alessandra Menelao responsabile dei centri Mobbing e Stalking della UIL, hanno sottolineato proprio come ad una legislazione di contrasto alla violenza molto robusta e ben costruita, con pene per i colpevoli aumentate sulla falsariga di quanto previsto dal codice antimafia, non corrisponda una diminuzione dei casi di femminicidio. È la cultura della nostra società che deve mutare, cominciando dai media, dai social, dai testi scolastici, dalla formazione che viene fatta agli operatori che di volta in volta si interfacciano con questi reati.

Vi ricordate le numerose denunce fatte rispetto alle insinuazioni sull’abbigliamento della donna vittima di stupro? Le grandi polemiche nate anche ad opera dei giudici che si erano spinti a valutare le “vestibilità” dei jeans indossati dalla vittima? Il tema è analogo: gli stereotipi sono duri a morire e il modo di comunicare una notizia o di descrivere un fatto sembrano sempre neutri mentre invece sono frutto di questa cultura che sottovaluta la gravità della situazione.

Speriamo che il 2021 non ci riporti dati sul femminicidio altrettanto drammatici del terribile 2020.

 

 

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