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Silvia De Francia ” La medicina delle differenze” Storie di donne uomini e discriminazioni

Pubblicato da Silvia De Francia il libro “La medicina delle differenze” Storie di donne uomini e discriminazioni, Neos Edizioni

La recensione:

Sembra naturale che donne e uomini, in parte diversi per anatomia e fisiologia, siano oggetto di cure specifiche quando si ammalano. E invece fino alla fine del ‘900 non è stato così. La farmacologia e la medicina di genere sono una novità e c’è ancora molto da fare.

Queste pagine propongono informazioni e riflessioni scientifiche, storiche e giuridiche, dando vita a un interessante e godibile saggio sul lungo percorso verso l’equità della cura. La lettura è integrata da una galleria di ritratti di donne, spesso sconosciute: protagoniste passate e presenti della storia della medicina.

Per secoli il ruolo della donna è stato relegato a quello di moglie e madre, un limite che in ambito clinico ha condotto a focalizzare l’attenzione solo sui problemi relativi alla funzionalità riproduttiva. Tutto il resto è stato sempre ritenuto curabile attraverso studi condotti sugli uomini.

Da Ippocrate a Platone, da Galeno a Vesalio e, incredibilmente fino alla fine del secolo scorso, la donna è stata considerata un uomo di dimensioni inferiori e quindi non meritevole di attenzione specifica. Ma gli uomini e le donne non presentano sintomi identici di malattia e non possono assumere i medesimi farmaci con la stessa sicurezza. Il cuore della donna si ammala diversamente dal cuore dell’uomo, i polmoni hanno una minor capacità respiratoria e il cervello produce sostanze in quantità differenti.

Uomo, donna, transgender. La medicina e il diritto si stanno adeguando anche se lentamente per garantire a ciascuno un trattamento equo, ossia tarato sui dati soggettivi che ciascun individuo porta con sé dalla nascita. Un primo approccio in Italia nasce nel 2016, si concretizza nella legge 3/2018 ed entra in vigore con il Piano per l’applicazione della medicina di genere nel 2019. Molta strada è ancora da fare, a partire dalla divulgazione delle informazioni, oggi scarsa e molto specialistica: un percorso al quale questo libro vuole dare il suo contributo.

Il giusto approccio di studio in ogni disciplina, il più onnicomprensivo, non è quello incardinato sul concetto di uguaglianza, ma, piuttosto, su quello di equità. E finché continueremo a basare le nostre riflessioni su un generico concetto di uguaglianza fine a se stesso, continueremo a commettere errori grossolani. Dalle sue origini, la medicina ha sempre avuto un’impostazione androcentrica, relegando gli interessi per la salute femminile ai soli aspetti specifici correlati alla riproduzione. Dagli anni Novanta in poi, invece, la medicina tradizionale ha subito una profonda evoluzione, con un approccio innovativo mirato a studiare l’impatto del genere sulla fisiologia, sulla fisiopatologia e sulle caratteristiche cliniche delle malattie. In medicina, quindi, nella sperimentazione farmacologica e nella ricerca, il tema delle differenze di genere è storia recentissima. Gli uomini e le donne, pur essendo soggetti alle stesse patologie, presentano sintomi, progressione di malattie e risposta ai trattamenti molto diversi tra loro. Da qui la necessità di porre particolare attenzione allo studio del genere, inserendo questa “nuova” dimensione della medicina in tutte le aree specialistiche.

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